Blog

Contrastare il malvertising con buyers.json e DemandChain

IAB Tech Lab e un gruppo di partner sui lati vendita, domanda e anti-frode hanno rilasciato recentemente due nuove specifiche tecniche, disponibili per il feedback: buyers.json e DemandChain. Index Exchange ha sempre espressamente sostenuto la trasparenza degli acquirenti e siamo orgogliosi del nostro contributo per queste due proposte. Gli standard buyers.json e DemandChain rispecchiano le specifiche di sellers.json e SupplyChain esistenti, con l’intento di contrastare il malvertising permettendo al lato domanda di condividere informazioni importanti con editori e partner dell’ad tech.

Il malware, l’idra dalle molte teste

A un certo punto, tutti gli attori coinvolti nella pubblicazione di un annuncio su una pagina hanno intrapreso una ricerca vana: un editore segnala con urgenza un malvertising (in forma di malware, pubblicità falsa, o annuncio non conforme alle linee guida di qualità dell’exchange) e chiede ai partner della SSP informazioni sulla sua provenienza.

 Viene quindi avviata un’indagine “scientifica” per rintracciare l’origine dell’annuncio dannoso, passando al setaccio decine di DSP e migliaia di inserzionisti. Risalire all’origine può richiedere anche diverse ore e nel frattempo, nei casi più seri, l’editore blocca l’intera DSP da quella SSP. Una volta identificata l’origine, la posizione viene chiusa e l’attività riprende.

 Se il truffatore è particolarmente evoluto, però, lo stesso annuncio potrebbe ripresentarsi il giorno dopo, magari su una posizione diversa in un’altra DSP. L’illecito continua a circolare, approfittando dell’agilità offerta dalle DSP e del vuoto di trasparenza in cui si trovano gli editori circa l’identità dell’acquirente che si cela dietro la posizione e il rapporto tra i due. Se l’identità dell’acquirente fraudolento fosse visibile fin dall’inizio ed etichettata in modo coerente tra le DSP, il problema si potrebbe risolvere in pochi minuti.

 In che modo il nostro settore può innalzare ulteriormente il livello di protezione contro il malvertising, ponendo fine a queste ricerche vane che esauriscono le risorse e incrinano la reputazione di editori, SSP e DSP?

 È semplice: sostenendo la trasparenza alla pari sul lato della domanda.

Un’opportunità di trasparenza sul lato della domanda

Diversi ostacoli hanno impedito tale trasparenza: 1) è oltremodo difficile raccogliere gli editori e i milioni di consumatori di cui rappresentano gli interessi in una singola unità collaborativa in grado di fare pressione; 2) storicamente, il lato della domanda non è mai stato particolarmente interessato alla trasparenza; e 3) dal punto di vista pratico, il settore non disponeva delle specifiche per una simile soluzione.

I progetti appena annunciati permettono ai sistemi pubblicitari di rivelare, in modo efficiente e fluido, le informazioni sugli acquirenti (ad esempio nome e ID della posizione) mediante il file di dichiarazione buyer.json ospitato. L’oggetto di bidstream DemandChain consente di creare una catena di informazioni per ogni impressione, tracciandone la provenienza e i diversi passaggi. Gli standard buyers.json e DemandChain operano una serie di rinvii reciproci, nello stesso modo in cui avviene oggi per sellers.json e SupplyChain.

Entrambi gli standard aiuteranno gli editori a contrastare il malvertising in due modi. Innanzitutto, dopo che i partner del lato domanda li avranno implementati, sarà possibile risolvere gli eventi di malware in modo semplice e rapido. In secondo luogo, laddove i partner decidano di non implementarli, per tali acquirenti gli editori possono mettere in correlazione le informazioni su assenza di supporto ed eventi di malware, e decidere di posporre la priorità della loro domanda o addirittura disabilitarla completamente.

Gli editori non sono gli unici a beneficiarne: la disponibilità di informazioni tracciabili sugli acquirenti porta vantaggi a tutti gli operatori della supply chain. I partner possono usarla per migliorare i dati di reporting, analizzare i trend della domanda e contribuire a ottimizzarne il percorso per garantire all’editore il massimo rendimento dei working media. Gli acquirenti beneficiano di maggiori protezioni per il loro marchio: possono dichiarare con esattezza quali sono le posizioni autorizzate alla pubblicità per loro conto, così che qualsiasi altro attore sia immediatamente identificato come falso. Inoltre sono protetti dai danni di reputazione provocati dagli operatori malware, che spesso assumono l’identità di marchi legittimi per ingannare i consumatori.

Supporto di buyers.json e DemandChain

Index Exchange è orgogliosa di annunciare che supporterà entrambi gli standard: buyers.json e DemandChain. Abbiamo collaborato con i partner del settore nel gruppo di lavoro di IAB Tech Lab per progettare queste nuove specifiche e crediamo che la loro adozione possa operare un reale cambiamento nella lotta contro le frodi, sostenendo gli editori, proteggendo i marchi e aumentando la trasparenza nel programmatic advertising.

Madeleine Want, IX Product Director for Quality & Privacy

Madeleine Want, IX Product Director for Quality & Privacy

This post was published by the Index Exchange editorial team.

Torna al blog