Curation nel Programmatic Advertising: Le Domande Chiave che i Media Owner Devono Porsi

Marybeth McGaugh, Chief Customer Officer
La curation nel programmatic advertising sta rapidamente diventando uno strumento necessario per i publisher. Nel mercato di oggi, non è sufficiente aspettare che i buyer scoprano la tua inventory, la curation è il sistema che lo trova. Quando utilizzata nel modo corretto, è uno strumento potente per aumentare la monetizzazione e costruire un vantaggio strategico in un mercato sempre più complesso. Marybeth McGaugh, Chief Customer Officer di Index Exchange, spiega perché la curation è importante e come sfruttarla al massimo.

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Perché la curation nel programmatic advertising è uno strumento necessario per i publisher

La programmatic curation non è più uno strumento opzionale nel mercato di oggi. Per i publisher, la chiave per il successo è la trasparenza: Hai bisogno di avere visibilità sugli aspetti economici e rimanere in controllo di come il tuo inventory, i dati di prima parte, e gli asset unici siano preparati e venduti. Un inventory di qualità e dati di prima parte approfonditi sono più preziosi che mai, e i publisher si meritano di venire premiati con il massimo valore.

Andiamo a scoprire in dettaglio perché la curation è importante e come porre le domande giuste per sfruttarla al massimo

Lo stato della curation e del sell-side decisioning al giorno d’oggi

La curation non è un concetto nuovo, ma oggi sta entrando in uno stato molto più avanzato. Con il sell-side decisioning, il controllo si sta avvicinando alla fonte dell’impression, il publisher. Questo cambiamento ti consente di capire meglio il vero valore del tuo pubblico e sfruttare nuove opportunità di deal e domanda, mantenendo nel contempo il controllo sul tuo inventory e su come viene monetizzato.

Quello che era iniziato come una semplice curation, dove la supply era abbinata ai dati, si è evoluta in un movimento industriale su larga scala. Le aziende stanno costruendo algoritmi supply-side personalizzati alimentati da dati di prima parte e modelli che portano a miglioramenti concreti delle prestazioni. Anche l’ampliamento del pubblico dei publisher ha trovato il proprio spazio, poiché è più facile rendere i dati disponibili ai buyer su più canali di vendita. Quella che in passato era considerata come un’idea di nicchia è diventata una capacità determinante ed è ora onnipresente: su fornitori di dati, agenzie, publisher e piattaforme.

A ogni cambiamento seguono domande e incertezze. Molti dei dubbi di oggi nascono dalle fasi passate della programmatic curation, sia che si tratti di paura di perdere il controllo, che l’inventory venga raggruppata in pacchetti generici, o di perdite di ricavi tramite costi nascosti e revenue share non chiari. Queste sono preoccupazioni valide e affrontarle è essenziale man mano che la curation continua a maturare.

Il punto principale è questo: I publisher non sono partecipanti passivi. Tu giochi un ruolo attivo nel plasmare l’evoluzione della curation, e maggiore sarà la tua partecipazione adesso, meglio posizionato sarai per trarne vantaggio nel lungo termine.

Questo è un movimento che coinvolge l’intero settore che continua a crescere e l’importante è trovare un modo per parteciparvi che funzioni per la tua azienda.

Le partnership fidate sono fondamentali. La curation lavora meglio quando funziona per tutte le parti coinvolte. Non deve essere una scatola nera; ti servono partner affidabili e piattaforme trasparenti che ti offrono visibilità su come i deal vengono costruiti. Un altro fattore fondamentale è come vengono gestite identità, dati e come il tuo inventory viene prezzato e abbinato.

Quella trasparenza promuove la fiducia con i buyer, lasciandoti allo stesso tempo piena sicurezza e controllo.

Domande da porre ai tuoi partner

Quando si tratta di curation, l’obiettivo è semplice: Far sì che funzioni per te e i tuoi partner. Ecco quattro domande da chiedere a potenziali partner.

1. Le mie impostazioni rimarranno invariate?

La curation dovrebbe migliorare le tue decisioni, non sostituirle. I giusti partner costruiscono a partire dalle tue regole: i tuoi floor, gli standard di sicurezza del brand e le restrizioni sugli annunci. Tu mantieni il controllo e la tua inventory viene presentata come lo desideri. Assicurati di chiedere ai partner come valutano l’inventory, di quali segnali di pubblico hanno bisogno e come gestiscono la sicurezza dei contenuti per capire come la tua inventory verrà commercializzata.

2. Quali sono i costi e le strutture di revenue share?

Non tutte le curation sono uguali. I giusti partner portano una nuova domanda netta, dati unici o vero valore differenziato, non solo costi aggiuntivi. Dovresti avere il potere di controllare il prezzo a un livello granulare, sia per floor, partner o deal ID. Questo si traduce in commissioni chiare al 100%, nessun margine nascosto e nessun guadagno unilaterale; solo partnership trasparenti, basate su solidi principi, in cui i publisher si trovano allo stesso livello di ogni altro partecipante alla supply chain.

3. Come vengono protetti i miei dati di prima parte?

Partecipare a un curated marketplace non significa perdere il controllo granulare dei tuoi dati. Le piattaforme affidabili li mantengono sicuri, utilizzandoli responsabilmente per aiutare i buyer a trovare la tua inventory. In quel modo, i tuoi dati di prima parte diventano un vantaggio e alimentano una domanda più smart, senza metterli a rischio.

4. Posso impostare modelli di pricing personalizzati?

Dovresti avere la flessibilità di impostare prezzi adatti alla tua strategia e che valorizzino a dovere la tua inventory e i tuoi asset. I partner forti ti danno il potere di personalizzare su base per-deal, affinché il tuo pubblico premium e l’inventory di qualità abbiano un prezzo equiparato al loro vero valore.

La curation è il nuovo linguaggio della crescita

C’è un motivo se i buyer si stanno avvicinando alla curated supply. Non è solo perché viene filtrata per qualità, ma anche perché li aiuta a raggiungere il giusto pubblico nel momento ideale, proteggendo allo stesso tempo la sicurezza e la suitability del brand.

Quando il tuo inventory soddisfa quegli standard, diventa più visibile, porta a bid più forti e riceve prezzi più elevati.

La trasparenza costruisce fiducia, che si trasforma in relazioni a lungo termine e in una domanda più stabile. Anche i guadagni di efficienza sono importanti, con meno frodi, maggiore viewability e meno impression sprecate, che portano a un maggiore ROI per i buyer che a sua volta alimenta investimenti ancora più grandi nella curated supply.

La programmatic curation non è più solo un’altra leva. È il nuovo linguaggio della crescita. È il mezzo per rendere la tua inventory visibile, le tue relazioni durature e la tua azienda resiliente.

In un mercato basato sulla fiducia e precisione, una curation ben gestita non è opzionale, è fondamentale per rimanere competitivi.

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